Pescara, Zeman: “Totti ultima bandiera, il calcio non è più sport”

Pubblicato su RADIO ANTENNA BORGETTO in: SPORT

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Schietto, come sempre. Senza peli sulla lingua, chiare idee espresse senza mezzi termine. Il maestro Zeman non si smentisce mai e critica apertamente il calcio moderno: “Tutto dipende dai procuratori, gestiscono interessi extracalcistici e vanno da chi paga di più”, analizza il tecnico boemo in un’intervista concessa a Il Corriere della Sera. “Una volta l’allenatore contava, oggi i giocatori parlano con il presidente“.

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Un calcio che, secondo Zeman, ha perso appeal: “Il calcio non è più sport, ma un’industria dove si cerca di acchiappare più soldi e basta. E i tifosi se ne sono accorti. Quando allenavo Roma e Lazio, gli stadi erano sempre pieni. Adesso sono vuoti. Le partite non sono gradevoli, neanche davanti alla tv”, critica. “L’Inghilterra tiene in piedi l’Europa – afferma – . Comprano tanti bidoni a prezzi astronomici e fanno campare gli altri Paesi. Però i tifosi sono migliori“. Un calcio che ha perso anche le bandiere: “Di gente che bacia la maglia ne vedo tanta, ma tranne Totti è tutto teatro. Lo hanno fatto smettere, hanno deciso che non doveva giocare più, purtroppo”.

“Il mercato del Milan sembra quello dell’Inter dello scorso anno. Non contano i singoli ma il collettivo”, sentenzia Zeman. Il boemo si lancia poi in un’analisi della Serie A: “Vedo Juve e Napoli avanti. La Roma ha cambiato troppo ma ho fiducia in Di Francesco. All’Inter non si capisce chi comanda: il magazziniere o chi?”.

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Una carriera senza rimpianti per Zeman: “Avevo offerte da Real e Barcellona, ho deciso di fare altro. France Football mi ha messo tra i 30 allenatori più importanti nella storia del calcio: mi basta. Difenderò sempre le mie idee. Faccio correre troppo? Le partite durano 90 minuti, un giocatore ha la palla per appena 3. Negli gli altri 87 che fa? Me lo devono dire gli altri. Fino a cinque anni fa dicevano che ero vent’anni avanti a tutti, me ne restano ancora 15 prima che mi raggiungano“. Il tecnico boemo chiosa poi sul suo Pescara: “Proverò a portarlo in Serie A, si aspira sempre al massimo”.

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