Emanuele Calaiò, la serie A nel destino. E nei playoff farà il tifo per il Palermo

Pubblicato su RADIO ANTENNA BORGETTO in: SPORT

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Emanuele Calaiò è uno dei pochi che fa festa dopo la fine del campionato di serie B. Lui è il bomber (palermitano) del Parma, che grazie alla vittoria per 2-0 in casa dello Spezia ed al contemporaneo pareggio 2-2 del Frosinone contro il Foggia è riuscita a strappare all’ultimo respiro una promozione diretta, quasi insperata. Terza promozione per i ducali in tre anni, dalla Serie D alla A. “L’arciere” è stato uno dei protagonisti di questa cavalcata trionfale, partendo dalla Serie C. 35 presenze quest’anno, 14 gol in 2.500 minuti: alla faccia… della carta d’identità.

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A Parma si stanno abituando ai palermitani, ed anche bene. Oltre al centravanti, infatti, c’è anche il team manager Alessio Cracolici. E come non citare uno dei principali fautori di questo successo: il direttore sportivo Faggiano, pugliese, ma con un recente passato nel Palermo e nel Trapani. Calaiò, quest’anno, di gol pesanti ne ha realizzati diversi, non ultimi i tre fatti contro i rosanero, all’Ennio Tardini (partita terminata per 3-2 in favore degli emiliani). Una tripletta che a conti fatti, ha marcato la differenza tra la Serie A diretta ed i playoff.

Sul suo futuro, adesso, svariate ipotesi. L’ex attaccante del Napoli nonostante i 36 anni, si sente ancora integro ed ha voglia di dimostrarlo. A Stadionews il fratello Umberto Calaiò ribadisce: “Emanuele è contentissimo, non ce l’aspettavamo. Speravamo solo di non incontrare il Palermo ai playoff, dunque, che una delle due squadre salisse direttamente. Lui ha 36 anni, ma come Lucarelli o Munari fa parte di quei giocatori fondamentali nello spogliatoio. Futuro? La carta d’identità parla chiaro. Il Parma l’anno prossimo vorrà puntare al massimo ed è giusto che faccia le sue valutazioni. Abbiamo ancora un anno di contratto, che intendiamo rispettare”. E ancora: “Emanuele pensa di poter dare una mano anche nella massima categoria. Se poi vorrà un posto da protagonista assoluto, potremmo cercare altre soluzioni”.

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Eppure proprio qualche mese fa, nel mercato di gennaio, Calaiò è stato vicinissimo (per l’ennesima volta) ad un approdo in rosanero. Il fratello a fine mercato aveva dichiarato di essere stati ad un passo dal chiudere la trattativa , ma poi, come tutti sappiamo, non se ne fece nulla. Il Palermo preferì inseguire Di Carmine e alla fine sfumarono tutti e due gli affari. Il procuratore ha tenuto a precisare che sia lui che Emanuele faranno il tifo per i rosanero nei playoff. “I playoff sono difficilissimi. Tutte le squadre sono lanciate e possono dire la loro. Il Perugia con l’arrivo di Nesta avrà una spinta maggiore – dice Umberto Calaiò – il Cittadella è organizzatissimo, per non parlare di Bari e Venezia. Il Frosinone è una delle migliori squadre così come il Palermo. Se Stellone dovesse recuperare gli infortunati, i rosa saranno la squadra da battere. Poter scegliere tra più giocatori sarà fondamentale”.

Due strade, quelle di Calaiò ed il Palermo, che nel corso di una lunga carriera, cominciata tra i campi della Panormus, non si sono mai incrociate nonostante qualche possibilità: forse anche per volontà ma sicuramente con un po’ di rammarico per entrambi. Per il Palermo che in diverse annate (anche in Serie A) avrebbe avuto bisogno di un bomber esperto; per Calaiò, invece, per non aver avuto il piacere e l’onore di vestire la maglia della sua città. Qualche tifoso gli rimprovera anche il suo passato con la maglia del Catania che però fa parte di una normale carriera da professionista. Ma come fu in passato per Schillaci, è davvero un peccato che un bomber palermitano non possa raccontare dei suoi gol con la maglia rosanero…

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